Welfare Aziendale | Turripano Assicurazioni
Welfare aziendale · Turripano Assicurazioni

Investire nelle persone può creare valore anche per l'impresa.

Una guida semplice per capire il welfare, muovere i primi passi e valutare come le soluzioni assicurative possono entrare in un piano aziendale.

Non partire dalla polizza. Parti dalla tua azienda.
Verifica CCNL e strumenti già presenti
Individua destinatari e categorie
Definisci obiettivi e budget
Valuta gli strumenti applicabili
01 · Capire

Welfare aziendale: partiamo da una cosa semplice.

L'azienda sostiene già un costo per remunerare e tutelare le proprie persone. Il welfare consente, in presenza dei requisiti previsti dalla legge, di destinare una parte di quel valore a beni, servizi e forme di protezione che possono non essere trattati come normale retribuzione in denaro.

Esempio immediato

Vuoi riconoscere 500 € di valore a un dipendente.

Se li riconosci come normale retribuzione, quella somma entra nel sistema ordinario di imposizione e contribuzione. Se invece i 500 € finanziano una prestazione di welfare che rispetta le condizioni dell'art. 51 TUIR, il beneficio può essere escluso dal reddito di lavoro dipendente e, di riflesso, dalla retribuzione imponibile contributiva secondo la disciplina applicabile. Il vantaggio nasce dalla corretta struttura del beneficio, non dall'etichetta “welfare”.

1 · Azienda

Possibili minori oneri contributivi

Se il benefit è escluso dall'imponibile contributivo, sul relativo valore non si applicano gli ordinari contributi che graverebbero sulla retribuzione monetaria.

2 · Dipendente

Più valore utilizzabile

Quando ricorrono i requisiti dell'art. 51, il benefit non concorre al reddito di lavoro dipendente nei limiti e alle condizioni della specifica misura.

3 · Impresa

Il costo può essere deducibile

La deducibilità va letta insieme agli artt. 95 e 100 TUIR. Per alcune spese volontarie di utilità sociale opera il limite del 5‰; in presenza di un effettivo obbligo negoziale può trovare applicazione la deducibilità integrale prevista dall'art. 95.

02 · Muovi i primi passi

Come si costruisce un piano, passo dopo passo?

Non serve conoscere il TUIR a memoria. Serve seguire l'ordine giusto: capire cosa esiste già, chi vuoi coinvolgere, con quale fonte istituire il piano e quali prestazioni offrire.

Recupera il CCNL applicato e verifica se esistono già fondi sanitari, previdenza, enti bilaterali, coperture assicurative, flexible benefit o accordi aziendali. Questo evita sovrapposizioni e permette di capire da dove partire.
Cosa avere sul tavolo: CCNL, numero di dipendenti, costo del personale, eventuali benefit già attivi e struttura organizzativa.
Molte misure dell'art. 51 richiedono che il beneficio sia offerto alla generalità dei dipendenti o a categorie di dipendenti. In termini semplici: non si costruisce il piano scegliendo liberamente alcune persone per nome; si individuano gruppi attraverso criteri oggettivi e coerenti con l'organizzazione.
Esempio: operai, impiegati o altre categorie realmente identificabili. Non è il nome dato al gruppo a renderlo fiscalmente valido: conta il criterio con cui è stato formato.
Questa scelta è importante anche fiscalmente. Alcune prestazioni possono essere riconosciute volontariamente; altre possono trovare fonte nel CCNL, in un accordo o in un regolamento aziendale. Quando il regolamento configura un effettivo obbligo negoziale per l'impresa, il trattamento della deducibilità può essere diverso rispetto a una mera erogazione volontaria.
Attenzione: non basta chiamare un documento “regolamento welfare” per ottenere automaticamente la deducibilità integrale. La sua struttura deve essere genuina e va verificata con il consulente dell'impresa.
Non esiste un modulo universale né una regola generale che imponga il consenso preventivo di tutti i dipendenti per qualsiasi piano welfare. La documentazione cambia in base alla fonte e alla prestazione scelta. Il lavoratore potrà dover effettuare un'adesione, un'opzione o una scelta individuale quando lo specifico strumento lo prevede. Per questo il primo documento da costruire è quello che disciplina correttamente il piano, non una generica raccolta firme.
Stabilisci quanto destinare annualmente, per quali categorie, per quanto tempo e con quali prestazioni. Un piano chiaro deve permettere di rispondere a quattro domande: chi riceve cosa, quanto vale e come lo utilizza?
Solo a questo punto si scelgono gli strumenti. Salute, assistenza, non autosufficienza, gravi patologie, previdenza e altre forme di protezione hanno regole differenti. Una polizza acquistata dall'azienda non diventa automaticamente welfare agevolato.
Spiega ai lavoratori destinatari, valore, durata, prestazioni e modalità di utilizzo. Raccogli poi soltanto le adesioni, opzioni o autorizzazioni richieste dalla misura concretamente scelta.
PASSO 1CCNL
PASSO 2Categorie
PASSO 3Fonte del piano
PASSO 4Budget
PASSO 5Benefit
03 · La fiscalità, senza tecnicismi inutili

“È tutto deducibile?” Dipende da come nasce il costo.

Qui è importante distinguere due concetti che spesso vengono confusi: deducibilità per l'impresa ed esclusione dal reddito del dipendente. Sono due piani diversi.

Scenario A

Spesa volontaria di utilità sociale

Per le opere e i servizi dell'art. 100, comma 1, sostenuti volontariamente per le finalità indicate dalla norma, la deduzione è prevista entro il limite complessivo del 5 per mille delle spese per prestazioni di lavoro dipendente.

Art. 100 TUIR · limite specifico
Scenario B

Welfare fondato su un effettivo obbligo

Quando la spesa è sostenuta in adempimento di una fonte negoziale idonea — ad esempio contrattazione collettiva o, nei casi riconosciuti dalla prassi, un regolamento che configuri un vero obbligo negoziale — può trovare applicazione l'integrale deducibilità ai sensi dell'art. 95 TUIR.

Art. 95 TUIR · da verificare nel caso concreto
Una precisazione importante

“Deducibile al 100%” non significa “lo Stato restituisce il 100% della spesa”.

Significa che, quando ne ricorrono i presupposti, il costo può essere sottratto dal reddito imponibile dell'impresa secondo le regole fiscali applicabili. Inoltre, anche il normale costo del lavoro è in linea generale deducibile: per questo nel simulatore non sommiamo una finta percentuale IRES al risparmio contributivo. Sarebbe un confronto fuorviante.

04 · Dove entrano le assicurazioni

Prima il piano. Poi la protezione.

La normativa contempla diverse prestazioni di welfare. Alcune possono assumere anche forma assicurativa, ma ogni garanzia va ricondotta alla corretta fattispecie fiscale.

Salute e assistenza sanitaria

I contributi di assistenza sanitaria hanno una disciplina specifica e richiedono il rispetto delle condizioni previste per enti o casse aventi i requisiti di legge.

Non autosufficienza

L'art. 51, comma 2, lett. f-quater contempla contributi e premi per prestazioni, anche in forma assicurativa, aventi ad oggetto il rischio di non autosufficienza, alle condizioni previste.

Gravi patologie

La stessa disposizione contempla anche prestazioni assicurative riferite al rischio di gravi patologie, quando ricorrono i requisiti normativi.

Infortuni e invalidità

Non vanno presentati come automaticamente esenti: occorre verificare natura della copertura, beneficiari e disciplina applicabile.

Previdenza complementare

Segue una disciplina propria, con specifici limiti e condizioni, e può integrare la strategia complessiva di welfare.

Protezione su misura

Il ruolo della consulenza è capire quali coperture sono coerenti con popolazione aziendale, obiettivi e fonte del piano.

05 · Consulenza

Hai capito come funziona. Ora costruiamo il primo passo.

Invia i dati della simulazione: partiremo da struttura aziendale, CCNL, budget e obiettivi per capire quali approfondimenti sono necessari.

Richiesta preparata.
Welfare aziendale

Partiamo dalla tua azienda, non dal prodotto.

Analizziamo struttura, persone e obiettivi per individuare le soluzioni di protezione che meritano un approfondimento.

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