La previdenza complementare non serve soltanto a costruire una pensione integrativa. I contributi versati possono essere dedotti dal reddito entro i limiti previsti dalla legge, generando un beneficio fiscale già oggi.
Non è uno sconto commerciale sul fondo pensione: è un beneficio fiscale previsto dalla normativa, entro le condizioni e i limiti applicabili.
È una forma di risparmio previdenziale pensata per affiancare la pensione pubblica. Durante la vita lavorativa versi contributi in una forma pensionistica complementare; le somme vengono investite secondo il comparto scelto e formano nel tempo la tua posizione individuale.
Puoi effettuare versamenti personali e, nei casi previsti, ricevere contributi del datore di lavoro e destinare il TFR.
Il risultato dipende da contributi, durata, comparto scelto, rendimenti e costi. Non esiste un rendimento futuro garantito salvo le specifiche caratteristiche della forma scelta.
Al raggiungimento dei requisiti, la posizione maturata viene utilizzata secondo le modalità previste dalla disciplina della previdenza complementare.
I contributi alla previdenza complementare sono deducibili dal reddito complessivo fino al limite ordinario di 5.300,00 € all'anno. Nel limite rientrano anche gli eventuali contributi del datore di lavoro; il TFR conferito è invece escluso dalla deduzione.
In una simulazione semplificata, se l'intero versamento è deducibile, la riduzione dell'IRPEF attribuibile a quella deduzione è circa 1.050 €. Il costo economico dopo il solo beneficio IRPEF stimato diventa quindi circa 1.950 €, mentre 3.000 € vengono destinati alla previdenza. Il risultato fiscale effettivo dipende dalla situazione personale.
* Esempio semplificato riferito al solo effetto dell'aliquota IRPEF marginale indicata, senza considerare addizionali, detrazioni, incapienza, altre deduzioni o particolarità fiscali individuali.
Il limite ordinario è 5.300,00 € annui e riguarda complessivamente le contribuzioni che vi rientrano, anche in presenza di più forme pensionistiche.
L'eventuale contributo del datore di lavoro concorre al limite fiscale ordinario.
Il TFR destinato alla previdenza complementare non viene conteggiato nel limite della deduzione dei contributi.
Per sapere quanto puoi ancora dedurre nell'anno bisogna considerare anche i contributi già versati e rilevanti ai fini del plafond.
La previdenza complementare nasce per il futuro, ma la legge consente di accedere alla posizione accumulata prima del pensionamento in situazioni precise. È importante distinguere tra anticipazione e riscatto: sono strumenti diversi, con presupposti e tassazione differenti.
Puoi chiedere un'anticipazione fino al 75% della posizione per spese sanitarie conseguenti a gravissime situazioni relative a te, al coniuge o ai figli. Può essere richiesta in qualsiasi momento.
Dopo almeno 8 anni di partecipazione puoi chiedere fino al 75% per l'acquisto o la ristrutturazione della prima casa di abitazione, per te o per i figli.
Dopo almeno 8 anni di partecipazione puoi chiedere fino al 30% della posizione per ulteriori esigenze personali, secondo le condizioni previste.
50% della posizione: nei casi previsti, tra cui inoccupazione per un periodo non inferiore a 12 mesi e non superiore a 48 mesi, mobilità e cassa integrazione ordinaria o straordinaria.
100% della posizione: nei casi previsti, tra cui invalidità permanente con riduzione della capacità lavorativa a meno di un terzo, inoccupazione superiore a 48 mesi o perdita dei requisiti di partecipazione alla forma pensionistica.
Per le fattispecie agevolate previste dalla normativa, sulla parte imponibile riferibile ai contributi dal 2007 la ritenuta parte dal 15% e può ridursi fino al 9% in funzione dell'anzianità di partecipazione. In altre ipotesi di riscatto per perdita dei requisiti può applicarsi il 23%.
Anticipazioni e riscatti riducono la posizione accumulata e quindi la futura prestazione pensionistica. Le anticipazioni possono essere reintegrate secondo la disciplina prevista.
L'anticipazione consente di utilizzare una parte della posizione per specifiche esigenze mantenendo il rapporto previdenziale. Il riscatto interviene invece nelle situazioni previste dalla legge e, se totale, comporta la liquidazione della posizione.
Percentuali, condizioni e trattamento fiscale sono sintetizzati a fini informativi. La disciplina applicabile dipende dalla causale, dalla data dei contributi e dalle regole della forma pensionistica.
Inserisci pochi dati. Il simulatore calcola quanto del versamento indicato è deducibile entro il limite ordinario annuo e stima il risparmio IRPEF usando l'aliquota marginale che indichi.
* Stima semplificata: importo deducibile × aliquota IRPEF marginale indicata. Non considera addizionali regionali/comunali, detrazioni, incapienza, regimi fiscali particolari o altre variabili della dichiarazione. Il beneficio effettivo va verificato sulla posizione fiscale individuale.
La previdenza complementare ha una disciplina fiscale specifica anche durante l'investimento e al momento delle prestazioni. Per questo la valutazione non dovrebbe fermarsi al solo risparmio fiscale dell'anno.
I rendimenti delle forme pensionistiche sono assoggettati alla fiscalità prevista per la previdenza complementare; la componente derivante da titoli di Stato ed equiparati beneficia del trattamento specifico previsto dalla legge.
La parte imponibile della prestazione beneficia, nei casi previsti, di una tassazione agevolata che può ridursi in funzione dell'anzianità di partecipazione.
Età, anni disponibili, capacità di versamento e profilo personale incidono sulla costruzione del percorso previdenziale e devono essere valutati insieme.
La simulazione ti dà una prima indicazione fiscale. In consulenza possiamo partire da età, situazione lavorativa, previdenza già esistente e obiettivi per valutare una soluzione coerente con le tue esigenze.
Pagina a finalità informativa. La simulazione non costituisce consulenza fiscale, previdenziale personalizzata, preventivo né promessa di rendimento. Il trattamento fiscale effettivo dipende dalla situazione del contribuente e dalla normativa applicabile. Prima dell'adesione a una forma pensionistica devono essere esaminati i documenti informativi previsti dalla normativa.
